Elezioni in Spagna con la minaccia di un boom dell’ultra destra: affluenza record

Aperti i seggi per il rinnovo del Congresso dei deputati e del Senato. Partecipazione altissima nelle prime ore della giornata: alle 14 aveva votato il 41,48%, il secondo dato più alto in 40 anni. La chiusura è prevista per le 20.Non è una tornata elettorale come le altre quella che ha preso il via alle 9 del mattino con l’apertura dei 23mila collegi nelle 52 province spagnole. Sono le tredicesime elezioni generali dalla restaurazione della democrazia, nel 1977, e per la prima volta il Paese vive sotto la minaccia reale di un exploit dell’estrema destra razzista e xenofoba rappresentata da Vox.Sarà il risultato della formazione guidata da Santiago Abascal (fino ad oggi assente dal Parlamento spagnolo) a determinare la possibilità delle altre formazioni conservatrici – Pp e Ciudadanos – di dar vita a un nuovo governo delle destre, a meno di un anno dall’uscita di scena di Mariano Rajoy deposto attraverso la mozione di censura del socialista Pedro Sánchez. E’ stato proprio il presidente del governo uscente a deporre per primo tra i maggiori leader politici la scheda nell’urna, alle 9,30 del mattino in un seggio elettorale di Pozuelo de Alarcón, la località alla periferia dei Madrid dove risiede. Sánchez, in testa secondo tutti i sondaggi (che gli attribuiscono un risultato intorno al 30 per cento dei consensi) ha chiesto solo che gli spagnoli garantiscano attraverso il loro voto “una maggioranza solida” che permetta “quattro anni di stabilità”.Il dubbio è se sarà proprio lui a poterla garantire. Il vantaggio sul secondo partito (i popolari di Pablo Casado sono accreditati del 20 per cento circa di suffragi) sembra solido, ma insufficiente a permettere di evitare che le tre destre, sommando i loro voti, possano mandarlo all’opposizione. Molto dipenderà dal risultato dell’alleato naturale, Unidas Podemos, che negli ultimi sondaggi navigava intorno a un modesto 12 per cento.

  • Il leader Pablo Iglesias confida molto nel fatto che la sua campagna, giudicata da tanti (anche da parecchi avversari) come esemplare, sia servita a risalire la china. Anche perché, nel campo progressista, l’allarme per la possibile avanzata dell’ultradestra ha fatto resuscitare vecchi fantasmi e gli appelli alla mobilitazione generale si sono sprecati, soprattutto con una attività battente sui social network. Quando l’affluenza alle urne è alta, in genere le sinistre in Spagna riescono a prevalere. Bisogna vedere se anche stavolta sarà confermata la regola. Il primo dato sulla partecipazione è quello delle ore 14, quando aveva votato già il 41,48% degli elettori, 4 punti in mezzo in più rispetto a tre anni fa. Al momento, la seconda partecipazione più alta degli ultimi 40 anni.
  • Era la speranza espressa dallo stesso Iglesias all’uscita dal seggio a Galapagar, la località residenziale vicina a Madrid dove ha acquistato di recente (con la compagna Irene Montero, numero due di Podemos) una villetta con piscina che ha fatto storcere il naso a parecchi dei suoi sostenitori.

I seggi resteranno aperti fino alle 20 per i 36,8 milioni di elettori che devono scegliere i 350 deputati del Congresso e 208 senatori. In contemporanea si vota anche per le regionali di Valencia, dove il governo a guida socialista di Ximo Puig cerca di confermare una maggioranza risicata ottenuta quattro anni fa dopo un ventennio di strapotere del Partito Popolare.

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