Uccisi un agente a Oakland e un ragazzo a Detroit. Dilaga la protesta in Usa.

Manifestazioni antirazziste per il caso George Floyd. Il Pentagono è pronto a inviare la polizia militare. L’arresto del poliziotto, accusato di omicidio preterintenzionale per la morte dell’afroamericano, non placa le tensioni. L’autopsia ha “escluso l’asfissia”

Un agente del Servizio di protezione federale di Oaklanda, in California, è stato ucciso e un altro è rimasto ferito a colpi d’arma da fuoco nelle proteste per la morte di George Floyd, l’afroamericano morto lunedì scorso a 46 anni sotto il ginocchio dell’agente Derek Chavin. Lo riporta la Cnn. Almeno 7.500 persone sono scese nelle strade della città per manifestare, ha riferito il dipartimento di polizia di Oakland alla Cnn. “Due agenti dei Servizi di protezione federale di stanza all’edificio federale di Oakland Down Town hanno subito ferite da arma da fuoco. Sfortunatamente, uno non ce l’ha fatta“, ha detto il dipartimento di polizia. Il servizio federale di protezione, che rientra nel dipartimento di sicurezza nazionale, fornisce servizi di sicurezza e di contrasto presso le strutture del governo degli Stati Uniti.

Nelle scorse ore un ragazzo di 19 anni ucciso a Detroit, vicino a un grande raduno di manifestanti a Cadillac Square. 

Qualcuno in una Dodge Durango grigia ha sparato in mezzo alla folla, colpendo il diciannovenne, secondo la polizia. L’assassino è fuggito dalla scena del crimine; la vittima è stata trasportata all’ospedale, dove è stata dichiarata morta. La polizia ha detto che le circostanze della sparatoria sono sotto inchiesta.​ La sparatoria è avvenuta mentre un reporter di Detroit News stava facendo un video della protesta in diretta su Facebook. Nel video si sentono gli spari, che spingono le persone a scappare dalla zona, mentre altri chiamano la polizia per chiedere aiuto.
“E’ iniziata in modo pacifico e la stragrande maggioranza dei manifestanti è venuta qui con le migliori intenzioni e li applaudo per aver voluto farsi sentire”, ha detto Craig in un’intervista telefonica al Detroit News. “Ma la situazione è stata aggravata da un piccolo gruppo”.

La situazione si è fatta tesa quando gli agenti vicino a Randolph e al Congresso si sono messi in fila mentre i manifestanti si avvicinavano, a braccia alzate, gridando “mani in alto, non sparate”. Gli agenti durante quello che sembrava essere un faccia a faccia hanno fatto indietreggiare la fila. I manifestanti hanno lanciato bottiglie mentre altri si sporgevano dai piani superiori di un parcheggio. La polizia ha lanciato i gas lacrimogeni sui manifestanti.

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